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MELO E PERO COTOGNO

Il cotogno (Cydonia oblonga) è una pianta della famiglia delle Rosacee.
E’ un piccolo albero, che può raggiungere i 5-6 metri di altezza.
Le foglie sono caduche, obovate od ellittiche, grandi, di colore verde cupo, glabre sulla pagina superiore, verde più chiaro e tomentose in quella inferiore.
I fiori sono singoli, di colore bianco o rosato, a cinque petali.
I frutti, di colore giallo oro intenso, sono di dimensioni variabili, maliformi o piriformi ma sempre asimmetrici. La buccia è ricoperta di peluria che scompare a maturazione. La polpa è bianco–giallastra, facilmente ossidabile, poco dolce ed astringente. Dopo la cottura la polpa diventa molto dolce. La raccolta varia da metà settembre alla seconda decade di ottobre.
La resistenza ai geli invernali è molto elevata.
Predilige terreni freschi, sciolti, neutri o subacidi soffrendo di clorosi ferrica in quelli argillosi e calcarei. Nei terreni troppo asciutti soffre la siccità estiva a causa dell’apparato radicale molto superficiale.
La varietà con i frutti a forma di mela è chiamata
“melo cotogno”, mentre quella con i frutti più allungati “pero cotogno”.

KIWI o

ACTINIDIA, pianta originaria della Cina meridionale, dove cresce come pianta spontanea, ma che si è diffusa notevolmente in Nuova Zelanda. Il frutto di questa pianta venne denominato kiwi, come l'uccello dalle piume sottili e dal lungo becco emblema del Paese australe.

Richiede terreni profondi, freschi, ben drenati, con basso contenuto in calcare attivo, vanno evitati gli ambienti con frequenti abbassamenti di temperatura, ventosi e le aree soggette a gelate precoci autunnali in corrispondenza del momento della raccolta. L’actinidia è una specie dioica, con piante che hanno solo fiori femminili (pistillifere) e altre solo fiori maschili (staminifere). I fiori riuniti in infiorescenze all’ascella delle prime foglie del germoglio dell’anno, sono o fisiologicamente femminili con antere abortite o fisiologicamente maschili con ovario rudimentale. Per ottenere frutti è quindi importante piantare, come nel suo caso, sia piante femminili che alcune piante maschili.

 

E’ un pianta da frutto che si alleva in piena terra ma potrebbe essere coltivata anche in vaso. Il fatto che diano pochi frutti può dipendere sia da fattori ambientali sfavorevoli che da una non adeguata concimazione della pianta.

AZZERRUOLO

L’azzeruolo appartiene alla famiglia del biancospino, che ricorda anche nella forma dei frutti. E’ un arbusto che può raggiungere i sei metri d’altezza, ma può avere uno sviluppo molto più contenuto, come, all’opposto, una vegetazione possente, si conoscono, infatti, esemplari di 12 metri d’altezza.
Molto longevo può arrivare a dar vita a tronchi anche di due metri di circonferenza, caratterizzati da un legno pesante, duro e compatto, da ebanisti.
Le foglie, inscrivibili in un triangolo, sono intere alla base con tre lobi divergenti dentati, leggermente tormentose sono brevemente peduncolate.
I fiori, bianchi, rosa o rossi a seconda della varietà, sono riuniti in corimbi dal breve stelo vellutato.
I frutti si chiamano azzeruole e hanno forma ovoidale, il colore può essere rosso, il più diffuso, arancio, e, il più raro, bianco. La polpa è un mix di interessanti sapori: si mescolano l’acidulo, il dolce, il farinoso se molto maturi, il profumo è molto intenso.

KAKI

Il Kaki o Diospiro (Diospyros kaki L.) è una pianta originaria della Cina poi diffusa in Corea, Giappone ed altri Paesi, introdotta in Italia alla fine del secolo scorso e qui ampiamente diffusa fino a che non è arrivata la mosca che ha abbattuto la produzione da 3 milioni alla 50 mila tonnellate di oggi; le regioni interessate sono la Campania, l'Emilia Romagna, e in minor quantità Sicilia, Veneto e Marche. Si trova anche in Spagna. L'albero è di notevoli dimensioni e longevo; si distinguono rami a legno, rami misti e brindilli, con gemme miste inserite all'apice del ramo. Esistono soggetti monoici, dioicismi ed intermedi, quindi fiori ermafroditi, pistilliferi, staminiferi; fiori solitari femminili, mentre gli ermafroditi possono essere anche in infiorescenze trifore (dove i due laterali sono maschili), infine i maschili sono in infiorescenze trifore; fiorisce sui rami dell'anno. Il frutto è una bacca con 0-8 semi ed è possibile la via partenocarpica.
Limiti pedoclimatici: non è molto resistente al freddo, arriva a sopportare i -15°C.

Varietà: tipo,vaniglia,cioccolatino,mela ragno.

NOCCIOLO

Pianta originaria dell'Asia Minore. In Italia è diffuso in tutte le regioni, dalla pianura fino 1300 m di altitudine
L'Italia e' uno tra i principali produttori mondiali. Le regioni dove assume maggiore importanza sono la Sicilia, la Campania, il Lazio, il Piemonte e la Liguria.
Appartiene alla Famiglia delle Betulaceae, genere Corylus, comprendente numerose specie tra cui Corylus avellana L., C. maxima Mill., C. chinensis Franch., C. sieboldiana Bl., C. colurna L. Il nocciolo comune coltivato in Italia presenta un gran numero di varieta', alcune delle quali sono degli ibridi tra Corylus avellana L. e C. maxima Mill. Portamento a cespuglio, pollonifero, alto in genere 2-4 m (max 7 metri). Il fusto è sottile e slanciato. I giovani rami recano peli corti, in parte ghiandolari. La corteccia è di colore marrone grigio, precocemente glabra, con solcature longitudinali e sparse lenticelle chiare. Le radici sono superficiali; le foglie alterne rotondo-ovali con picciolo lungo. La pagina superiore è verde poco pelosa; la pagina inferiore è più chiara; le nervature sono evidenti. Pianta monoica con fiori riuniti in infiorescenze unisessuali che si sviluppano molto prima delle foglie. Gli amenti maschili sono riuniti in gruppi di 2-4 all’estremità oppure all’ascella delle foglie dei rami dell’anno precedente, i fiori maschili sprovvisti dell’involucro, hanno quattro stami. Il frutto è un diclesio (nocciola e involucro), il cui pericarpio legnoso contiene un seme dolce e oleoso (nocciola).


Gelso bianco (Morus alba) 
Frutto di colore bianco-giallo con sapore spiccatamente dolciastro ma con una punta acidula; molto ricco in zuccheri naturali, può essere utilizzato come edulcorante naturale al posto dello zucchero raffinato. 

Gelso nero (Morus nigra) 
Produce frutti di maggiori dimensioni, di colore nero-violaceo e di gusto più gradevole del gelso bianco. Ottimi per il consumo fresco, per la preparazione di confetture, succhi e nell’industria dolciaria. 

MANDORLO

Albero di medio-grandi dimensioni, può raggiungere gli 8-10 metri di altezza ed il tronco sostiene una vegetazione con portamento espanso. L'apparato radicale in terreni fertili e ricchi di scheletro, riesce a raggiungere notevole profondità e grande espansione.
Le foglie sono di colore verde intenso, lanceolate, seghettate, lucide sulla pagina superiore e più scure in quella inferiore.
I fiori sono bianchi o leggermente rosati, sbocciano in genere all'inizio della primavera, e qualora il clima è mite, anche tra gennaio e febbraio.
Il frutto è una drupa allungata, carnosa in cui l'epicarpo, verde chiaro e provvisto di peli, ed il mesocarpo costituiscono il mallo, il quale si distacca a maturità. L'endocarpo (guscio) è più o meno legnoso.

NESPOLO COMUNE

Albero di modeste dimensioni (massimo 5-6 metri di altezza), con apparato radicale molto superficiale ed esteso.
Le foglie sono caduche, di forma ovoidale, coriacee e di colore verde scuro.
I fiori sono grandi, solitari e di colore bianco puro. La fioritura, molto decorativa, è piuttosto tardiva (metà-fine maggio) ed avviene dopo l'emissione delle foglie.
I frutti sono dei piccoli pomi a buccia ruvida e di colore marrone chiaro, spesso coperti da una finissima peluria, sono di piccole dimensioni (2-2,5 cm di diametro). Si raccolgono in ottobre e vanno consumati dopo averli fatti ammezzire in quanto alla raccolta sono duri e legnosi con sapore acido ed astringente.
È una specie molto resistente al freddo; inoltre la fioritura tardiva è largamente successiva alle ultime gelate. Si sviluppa bene anche in posizioni ombreggiate.
Riguardo al terreno non è particolarmente esigente; sarebbero comunque da evitare i suoli troppo umidi o secchi.

NOCEGeneralità

NOCE

Il noce (Juglans regia L.) è una pianta originaria dell'Asia (pendici dell'Himalaya), introdotta in Europa in epoca antichissima per i suoi frutti eduli.
Diffusa in tutto il mondo, in Italia la coltura della noce da frutto, in genere promiscua, ha una certa rilevanza solo in Campania.
Il noce può essere coltivato anche per la produzione di legno o per entrambi gli scopi. Il noce è un albero vigoroso, caratterizzato da tronco solido, alto, diritto, portamento maestoso; presenta radice robusta e fittonante.
Le foglie sono caduche, composte, alterne (formate da 5-7-9 e, più raramente, 11 foglioline). 
È una pianta monoica in cui i fiori maschili sono riuniti in amenti penduli, lunghi 10-15 cm, con numerosi stami, che appaiono sui rami dell'anno precedente prima della comparsa delle foglie. 
I fiori unisessuali femminili schiudono da gemme miste dopo quelli maschili (proterandria), sono solitari o riuniti in gruppi di 2-3, raramente 4, appaiono sui nuovi germogli dell'anno, contemporaneamente alle foglie. Il frutto è una drupa, composta dall'esocarpo (mallo) carnoso, fibroso, annerisce a maturità e libera l'endocarpo legnoso, cioè la noce vera e propria, costituita da due valve che racchiudono il gheriglio con elevato contenuto in lipidi.
Limiti pedoclimatici: sensibile ai ristagni idrici e stress idrici conseguenti a terreni sciolti; non tollera i terreni pesanti, asfittici, mentre resiste anche ad elevato tenore in calcare. Teme gli eccessi termici (caldo e freddo).

 

NASHI

Conosciuto anche come il nome di “pera-mela” ed appartiene alla famiglia delle Rosacee.
Albero abbastanza vigoroso, può raggiungere i 5-6 metri di altezza.
Le foglie sono caduche, alterne, lisce, di forma ovale, di colore verde scuro sulla pagina superiore mentre quella inferiore è verde chiara.
I fiori sono di colore bianco, molto evidenti e riuniti in mazzetti di 5-6. La fioritura è contemporanea ed avviene ad inizio aprile.
Il frutto è un pomo di forma rotonda e appiattita, simile a quella della mela. La è liscia o poco ruvida, di colore giallo-verde. La polpa, con un'acidità molto bassa, è compatta, succosa e croccante simile a quella delle pere. Il sapore è dolce e profumato con tonalità leggermente alcoliche.
È una specie abbastanza rustica che si adatta senza problemi alla maggior parte delle aree di coltivazione italiane. È molto resistente alle intemperie, in particolare al freddo dei mesi invernali, mentre soffre le gelate tardive che possono provocare forti danni se queste avvengono durante la fioritura.
Preferisce terreni leggeri, fertili, a reazione sub-acida, mentre su quelli troppo argillosi e calcarei può soffrire di asfissia radicale e clorosi ferrica.

SORBO

Albero di discrete dimensioni, con chioma a portamento aperto, può raggiungere anche i 10 metri di altezza negli ambienti più favorevoli.
Le foglie sono caduche, imparipennate, composte da 11-19 foglioline, seghettate, un poco appuntite con pagina superiore verde cupo e pagina inferiore più chiara e tomentosa.
I fiori sono piccoli, bianchi, riuniti in corimbi all’apice dei rami. La fioritura avviene nel mese di maggio.

GIUGGIOLO

E' originaria dell'Asia dove e' molto coltivata. In Italia e' presente fin dal tempo dei Romani.
Albero alto 6-7 metri, dall'aspetto piuttosto contorto, con rami irregolari e spinosi (ogni nodo presenta una coppia di piccole spine); la corteccia delle branche è rugosa, di colore rosso bruno. Le foglie, caduche, piccole, alterne, di forma ovata, sono lucenti e coriacee, presentano stipole spinose e pagina ondulata.
I fiori piccoli e verdastri appaiono in giugno. I frutti assomigliano a grosse olive, sono rosso marrone scuro a maturita' la polpa e' soda, compatta, di sapore gradevolmente acidulo, di colore verde tenue. Ha un accrescimento molto lento, così come la messa a frutto.
E' in grado di adattarsi a vari tipi di terreno, resiste a situazioni di forte aridità grazie ad un apparato radicale molto sviluppato in profondità; predilige suoli leggeri, non umidi, neutri o sub-alcalini. Vive in zone con clima temperato con minime invernali non inferiori a 10° C e con estati lunghe e calde.

FICO

Appartiene alla famiglia delle Moraceae, genere Ficus, specie: Ficus carica L., di cui esistono due subspecie: Ficus carica sativa (fico domestico) e Ficus carica caprificus (caprifico o selvatico).
E' una pianta molto resistente alla siccità e vegeta nelle regioni della vite, dell'olivo e degli agrumi. Non resiste a -10°C; teme i ristagni idrici e ama i terreni freschi, profondi e ben dotati di sostanza organica.
Il fico domestico è caratterizzato da un apparato radicale molto espanso e superficiale, tronco robusto, con corteccia liscia grigiastra, che può raggiungere gli 8 metri di altezza, rami deboli, con gemme terminali di forma appuntita portanti foglie tri-pentalobate, rugose. All'ascella di quelle poste all'apice del ramo sono inserite le gemme a fiore che, schiudendosi, danno origine a un'infiorescenza, detta siconio, formata da un ricettacolo carnoso, al cui interno sono inseriti solo fiori unisessuali, provvista di un foro, detto ostiolo, in posizione opposta rispetto all'inserzione del ramo. Il fico domestico presenta solo fiori femminili longistili e produce due tipi di frutti:
- fioroni o fichi primaticci: si formano in autunno, maturano nella tarda primavera dell'anno successivo e presentano fiori femminili sterili;
- fichi veri: si formano in primavera, maturano a fine estate dello stesso anno e portano fiori femminili fertili o sterili a seconda della varietà.
La formazione del frutto può avvenire sia per partenocarpia che mediante fecondazione; in quest'ultimo caso la fecondazione, detta "caprificazione", è assicurata dall'imenottero Blastophaga psenes. 
Nel caprifico, invece, sono presenti sia fiori maschili che femminili e, a seconda del periodo, si possono formare:
- mamme (prodotti nel periodo invernale con solo fiori femminili abortiti;
- profichi (prodotti in primavera con fiori femminili abortiti e fiori maschili in prossimità dell'ostiolo);
- mammoni (presentano all'interno fiori femminili sterili e fertili oltre a quelli maschili).
Gli acheni, cioè i veri frutti, sono riuniti in un siconio carnoso. Il comune frutto edule è il siconio delle sole cultivar femminili. La forma è variabile, da sferico appiattita a piriforme-allungata. Il colore della buccia è bianco-verdastro e nero.

BROGIOTTO BIANCO 
Sinonimi: Brogiotto Gentile, Brogiotto Genovese. 
Varietà UNIFERA (produce solo i forniti). 
Albero maestoso, forse il più grande fra i fichi, molto produttivo e costante nella maturazione. 
Le foglie sono trilobate o pentalobate, qualche volta intere, sempre vegete e di un verde tendente al giallognolo. 
Poduce solo i forniti dalla metà di agosto alla metà di settembre; negli ambienti più caldi la raccolta si protrae fino alla metà di ottobre. 
Frutto medio-grosso, a forma di trottola, compresso alla corona, degradante verso il peduncolo, ma quasi privo di collo. La buccia sottile, verde-chiara all’inizio della maturazione, si tinge di un giallo slavato quando il frutto è maturo, presenta delle fenditure longitudinali bianche ed è poco aderente alla polpa. Polpa color rosso-ambra, squisita. 
Emette anche dei fioroni, ma non arrivano quasi mai alla maturazione. 

BROGIOTTO NERO 
Sinonimi: Brogiotto Fiorentino, Brosciotto, Fico della Marca. 
Varietà UNIFERA (produce solo i forniti). 
Albero vigoroso e produttivo, può raggiungere dimensioni gigantesche; è poco pollonifero con portamento più espanso rispetto ad altre varietà. 
Le foglie sono trilobate e pentalobate, di colore scuro, larghe e poco lobate nei rami giovani e vigorosi. 
Generalmente produce solo i forniti. Inizia a maturare i propri frutti una settimana dopo dottato (fine agosto), ma essa si protrae, se le condizioni climatiche rimangono favorevoli, per tutto il mese di ottobre. 
Frutto medio-grosso, schiacciato, panciuto, a forma di trottola. Buccia molto spessa, di colore nero intenso con sfumature violacee, nei frutti in ombra oppure bluastra in quelli esposti al sole. Polpa soda, di colore rosso-vivo, dolce mielosa. 

DOTTATO 
Sinonimi: Fico dalla goccia, Napoletano, Regina, Bianco. 
Varietà BIFERA (produce fioroni e forniti) 
Albero vigoroso e di elevata produttività a portamento aperto, può raggiungere dimensioni notevoli, come tutti i Fichi, ma inferiori rispetto al Verdino e al Brogiotto nero. 
Le foglie possono essere intere, trilobate o pentalobate con lobi rotondeggianti poco incisi, di colore verde chiaro. 
In condizioni favorevoli, nelle annate con inverni miti, può dare origine ad un discreto numero di fioroni che maturano tra la fine di giugno e la metà di luglio. Il fiorone, di pezzatura medio-grande, ha forma piriforme o ovoidale, buccia verde giallastro, ostiolo aperto, polpa rosa sfumata di viola consistente ed aromatica. 
I forniti maturano dalla metà di agosto alla fine di settembre, sono più piccoli dei fioroni, hanno forma a trottola o ovoidale, ostiolo semiaperto, buccia giallo-verdastra con poche scanalature. La polpa è ambrato chiaro o rosa granato, con pochi acheni piccoli, di consistenza molle, molto succosa e aromatica. 
Ottimo per il consumo fresco, è anche molto utilizzato per la produzione di confetture. E’ inoltre la varietà più utilizzata per la produzione di fichi secchi. 

FIORONE 
Sinonimi: Fiorone bianco 
Varietà UNIFERA (produce solo i fioroni). 
Fa parte di quella categoria di fichi (tipici nelle zone umide del nord) in cui la produzione principale è quella dei fioroni, che avviene generalmente in luglio. 
Fiorone di pezzatura grossa, privo di collo, di forma ovoidale o tozza. Buccia di colore verde pallido, alla maturazione presenta evidenti spaccature longitudinali biancastre. Polpa di colore ambra, leggermente rosata dal gusto squisito. 
Produce anche i forniti ma non arrivano mai a maturare. 

PORTOGHESE 
Sinonimi: Lungo del Portogallo, San Piero. 
Varietà BIFERA (produce fioroni e forniti). 
Albero mediamente vigoroso e molto produttivo. 
Foglie da intere a pentalobate, generalmente trilobate, a lobi grandi ed ottusi e di colore verde carico. 
Produce sia i fioroni che i forniti, ma i fioroni sono la produzione più pregiata. 
I fioroni maturano tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. Il frutto è grosso, piriforme, allungato, terminante in un collo lungo e sottile. La buccia è di color bruno-violacea che a maturità diventa quasi nera con screpolature longitudinali che lasciano intravedere il bianco della membrana interiore. Si stacca facilmente dalla polpa. Quest’ultima è di colore rosa-vivo, molle, morbida, molto fine, piena di un miele fluidissimo. 
Sono molto delicati, devono essere raccolti con la massima attenzione a non premere sulla polpa, ma solo tenendoli per il picciolo. 
Il fornito, che matura dalla fine di agosto, è simile al fiorone ma più piccolo, meno allungato, meno abbondante ma più dolce. 

TURCA 
Sinonimi: Turco 
Varietà BIFERA (produce fioroni e forniti). 
Albero dal portamento espanso, di media vigoria, con foglie trilobate e pentalobate. 
I fioroni hanno pezzatura media, forma sferica o allungata, collo pronunciato ed ostiolo chiuso. La buccia è sottile, di colore nera-violaceo, polpa rosa ambrato, molto dolce e consistente. I fioroni maturano a partire dalla prima decade di luglio fino a tutto il mese. 
I forniti sono mediamente più piccoli e più corti dei fioroni, con buccia violacea, sottile e polpa rossastra. La produzione principale è quella dei forniti che maturano dalla metà di agosto alla fine di settembre. 

VERDINO 
Sinonimi: Verdolino 
Varietà BIFERA (produce fioroni e forniti) 
Albero vigoroso, a portamento aperto, poco pollonifero. 
Le foglie dei rami vigorosi, di colore verde scuro, presentano lobi poco pronunciati e rotondeggianti, mentre quelle dei rami più stentati sono molto incise e di dimensioni più piccole. 
Il fiorone, più piccolo del fornito, riesce a maturare nel mese di giugno solamente nei climi più favorevoli. 
I forniti iniziano a maturare circa due settimane dopo il Dottato, verso i primi di settembre. Il frutto è piriforme, di pezzatura media, con buccia verde brillante, molto sottile ma tenace e con poche scanalature. Polpa chiara, di colore rosa giallastro, con pochi acheni piccoli, molto saporita e dolce, di sapore eccellente e caratteristico quando inizia ad appassire. 
Ottimo per il consumo fresco, è anche adatto all'essiccamento. 

VERDONE 
Sinonimi: Verdone Romano 
Varietà UNIFERA (produce solo i forniti) 
Albero di medio-alta vigoria con portamento assurgente, foglie pentalobate con lobi stretti e seni molto pronunciati. 
Produce solo i forniti dall’inizio di settembre fino alle prime gelate invernali, anche dopo la caduta delle foglie.
Frutti di pezzatura media, di forma globosa a fiasco, con collo molto lungo e peduncolo legnoso. Buccia sottile, di colore rosso vinoso ad inizio maturazione, verde intenso alla fine. Polpa rossastra, piena, poco succosa, con acheni mediamente grossi, molto resistente alle manipolazioni. 
Per consumo fresco ed essiccazione, varietà molto interessante per la serbevolezza e l'epoca estremamente tardiva di maturazione.